Brevi domande e risposte per conoscere le motivazioni per la modifica della legge 157 del 1992


IL REFERENDUM PER LA MODIFICA DELLA LEGGE 157 DEL 1992

1) Cos’è un Referendum?
2) Perché il Referendum per abolire la caccia?
3) In cosa consiste la modifica presentata dal Comitato Sì Aboliamo la Caccia?
4) Quali sono i principali articoli modificati?
5) Perché sono state cancellate le pene previste dalla legge 157 del 1992?
6) Cosa accadrebbe se si raggiungesse il quorum?
7) Chi ha collaborato alla stesura del testo referendario?
8) Dove posso trovare la proposta referendaria e la legge che risulterebbe in caso di riuscita del referendum?
9) Da quanto tempo è iniziata la raccolta delle firme, quando terminerà?
10) Quante firme occorrono per raggiungere il quorum?
11) Dove si può firmare?
12) In quale ufficio devo recarmi?
13) Posso firmare in un comune diverso dalla mia residenza?
14) Se nel mio comune non è presente il modulo firme, cosa posso fare?
15) È prevista la firma online?
16) Come posso collaborare per raccogliere le firme nei banchetti e unirmi al Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia?
17) In presenza di chi devono essere raccolte le firme?
18) Chi può firmare?
19) Dove trovo tutte le informazioni e regole per organizzare un banchetto raccolta firme?
20) Dove trovo le date dei banchetti raccolta firme?
21) Quali sono i canali social del Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia?
22) Come posso sostenere il Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia?

 

LA CACCIA

23) La caccia è uno sport
24) La caccia è una forma di sopravvivenza
25) La caccia è la possibilità di stare in contatto con la natura
26) Richiami vivi
27) Cosa è il bracconaggio
28) I cacciatori amano i loro cani
29) Cosa sono le ZAC?
30) Se non ci fosse la caccia ci sarebbe una sovrappopolazione di cinghiali?

31) Perché i cinghiali arrivano nei pressi delle città?
32) Libertà dei cacciatori di entrare nei fondi privati
33) I grandi interessi che gravitano attorno alla caccia
34) Quanto costa la caccia ai cittadini?

 

PERCHÈ ABOLIRE LA CACCIA

35) Danni ambientali
36) Incidenti di caccia
37) Distruzione dell’ecosistema
38) Fallimento della prevenzione sui danni e prevenzione della caccia
39) Motivi etici

IL REFERENDUM PER LA MODIFICA DELLA LEGGE 157 DEL 1992

1) Cos’è un Referendum?

Come ogni possibilità e opportunità che la Costituzione prevede e concede ai cittadini, il referendum è una forma di libera espressione che permette alla popolazione di chiedere una riforma o una modifica ad una o più leggi non condivise in tutto o in parte dai cittadini, che hanno tutto il diritto di utilizzare questo strumento democratico per poter comunicare alle Istituzioni ed alla politica il proprio disagio e le proprie esigenze relative all’argomento in questione.

2) Perché il Referendum per abolire la caccia?

La caccia è discussa da anni: sono stati tanti i tentativi di presentare in Parlamento alcune modifiche ai troppi privilegi riservati solo ai cacciatori, evidenziando, nel tempo, sempre una maggiore presa di coscienza tra la popolazione e soprattutto tra i giovani, del rifiuto della caccia e della violenza nei confronti degli animali.

3) In cosa consiste la modifica presentata dal Comitato Sì Aboliamo la Caccia?

Il referendum abrogativo consiste nel chiedere ai cittadini di annullare una legge o una parte di essa per cui è stato un lavoro lungo e minuzioso, cancellare le parti che si riferivano alla caccia, lasciando nello stesso tempo intatta la vera natura della legge 157 del 92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” che è una legge che tutela gli animali selvatici e dà delle deroghe per la caccia. Per cui abbiamo lavorato affinché la caccia fosse completamente abolita: questo verrebbe confermato dall’articolo 21 “comma a” che recita “è vietato a chiunque l’esercizio venatorio“.

4) Quali sono i principali articoli modificati?

  • Scendendo nei dettagli della nostra proposta di referendum abbiamo tolto il “comma 2” dell’art 1 che consente l’attività venatoria;
  • sono stati tolti anche vari comma dell’art 4 e dell’art 5 che consentono l’utilizzo di richiami vivi;
  • abbiamo cancellato l’art 8 che riguarda il comitato tecnico faunistico lasciando il controllo della fauna selvatica all’Istituto Nazionale per la Fauna selvatica;
  • togliendo vari parti di legge abbiamo modificato l’art 10 trasformandolo da un piano venatorio ad un piano di gestione faunistico senza far uccidere animali;
  • dall’art 12 fino all’art 19 sono stati modificati per renderli solo articoli che spieghino cosa sia l’attività venatoria e come riconoscerla per poi andarla ad abolire totalmente con l’art 21 che recita: “è vietato a chiunque l’attività venatoria”;
  • abbiamo tolto anche l’art 19 bis che dava le deroghe alle regioni ed alle province per poter cacciare in alcuni periodi;
  • negli articoli 27 e 28 abbiamo anche tolto agli agenti la possibilità di uccidere gli animali; abbiamo tolto gli art 30 e 31 perché le pene e le multe che sono date per i reati contro gli animali selvatici sono inferiori a quelle che vengono attribuite dalle leggi 544 bis e ter per cui tutti i reati che verranno compiuti dopo il referendum saranno puniti tutti allo stesso modo.

5) Perché sono state cancellate le pene previste dalla legge 157 del 1992?

Nel testo proposto e pubblicato in G.U. n. 121 del 22 maggio 2021, una prima nota da segnalare è la totale richiesta di cancellazione delle sanzioni penali (tutte peraltro semplici contravvenzioni) ed amministrative della L. 1571992, poiché si è ritenuto che la tutela per le violazioni ai divieti imposti dalla legge risultante dall’accoglimento del quesito referendario debba essere sanzionata dalle più gravi norme previste dal Titolo IX° bis del Codice Penale, in particolare gli artt. 544 bis e 544 ter, che sono veri e propri delitti.

6) Cosa accadrebbe se si raggiungesse il quorum?

Se si raggiungesse il quorum la legge 157 tornerebbe alla sua vera natura cioè quello della tutela della fauna selvatica e vieterebbe la caccia in ogni dove ed in maniera totale costringendo le amministrazioni a trovare soluzioni “ecologiche” cioè naturali e senza uccisioni nella gestione degli animali selvatici.

7) Chi ha collaborato alla stesura del testo referendario?

Il Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia, ha lavorato per mesi alla stesura del testo referendario, per poi sottoporlo a verifiche accurate da parti di alcuni avvocati costituzionalisti per controllare eventuali forme di incostituzionalità. È anche stato vagliato da membri della Commissione Europea per eventuali errori su norme vincolanti europee.
Quindi possiamo affermare di essere certi che la nostra proposta referendaria sia più che valida.

8) Dove posso trovare la proposta referendaria e la legge che risulterebbe in caso di riuscita del referendum?

Puoi trovare tutte le informazioni sul nostro quesito referendario qui: https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/la-nostra-proposta/.

9) Da quanto tempo è iniziata la raccolta delle firme, quando terminerà?

La raccolta firme è cominciata il primo luglio 2021. La scadenza originaria era il 27 settembre 2021. Il decreto-legge Semplificazioni ha prorogato la scadenza al 31 ottobre 2021. Per motivi organizzativi considereremo chiusa la raccolta firme il 20 ottobre 2021, per poter raccogliere tutti i certificati elettori dei sottoscrittori.

10) Quante firme occorrono per raggiungere il quorum?

Dovremo raccogliere 500.000 firme valide per cui il nostro obiettivo e di raccoglierne almeno 700.000 per avere la sicurezza per eventuali firme rese nulle.

11) Dove si può firmare?

Le persone potranno firmare nei nostri banchetti, in tutti i Comuni italiani e online.

12) In quale ufficio devo recarmi?

Ti consigliamo di telefonare all’ufficio anagrafe o all’ufficio elettorale per: verificare la messa a disposizione del nostro modulo firme e per chiedere se è necessario fissare un appuntamento (causa restrizioni Covid-19). Ricorda di portare un documento d’identità valido.

13) Posso firmare in un Comune diverso dalla mia residenza?

Da parte nostra, nulla osta a firmare in un Comune diverso dalla propria residenza. Tieni conto, però, di due cose: per il Comitato sarà più difficile recuperare il numero del tuo certificato elettorale per rendere valida la tua firma e che, non tutti i Comuni rendono possibile la firma a chi non è residente in quel Comune.

14) Se nel mio Comune non è presente il modulo firme, cosa posso fare?

Per segnalare la mancata messa a disposizione del modulo firme, scrivi a comitato@referendumsiaboliamolacaccia.it.

15) È prevista la firma online?

Sì, è possibile firmare online (tramite SPID). Per maggiori informazioni sulla firma digitale e/o per firmare online vai qui: https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/firma-digitale/.

16) Come posso collaborare per raccogliere le firme nei banchetti e unirmi al Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia?

La parte delle raccolte firme deve essere strutturata e organizzata per via delle numerose leggi da rispettare affinché le firmedei sottoscrittori possano essere raccolte e rese valide.
Se vuoi collaborare compila il modulo che trovi qui: https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/raccolta-firme/.

17) In presenza di chi devono essere raccolte le firme?

Le firme per la legge di iniziativa popolare possono essere raccolte solo in presenza di un autenticatore/trice (legge 28 aprile 1998, n. 130 e all’art. 4 della legge 30 aprile 1999, n. 120) che dovrà certificare le firme dei sottoscrittori ed identificarli con un documento valido.

18) Chi può firmare?

Possono firmare tutti i cittadini italiani con diritto di voto residenti in Italia ed all’estero (iscritti all’AIRE), con 18 anni compiuti al momento in cui firmano.

19) Dove trovo tutte le informazioni e regole per organizzare un banchetto raccolta firme?

Puoi trovare tutte le indicazioni nel nostro manuale: https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/wp-content/uploads/2021/07/Manuale-Operativo-1.-Raccolta-firme-Referendum-Comitato-paola.pdf

20) Dove trovo le date dei banchetti raccolta firme?

Puoi trovare tutte le date nel post fissato in alto nella nostra pagina Facebook e nelle storie di Instagram.

21) Quali sono i canali social del Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia?

Qui puoi trovare tutti i collegamenti ai nostri canali social: https://linktr.ee/Comitato

22) Come posso sostenere il Comitato Referendum Sì Aboliamo la Caccia?

Se vuoi sostenere la nostra raccolta firme, puoi farlo con:

LA CACCIA

23) La caccia è uno sport

La caccia non è uno sport. Lo sport è una forma di competizione dove i partecipanti gareggiano alla pari misurandosi con le proprie capacità fisiche e mentali, rispettando l’avversario e comportandosi correttamente senza praticare alcuna forma di prevaricazione o di disonestà. Lo sport non prevede alcuna forma di violenza né uccisione di alcun essere vivente. Esistono le pratiche sportive olimpiche del tiro al piattello, pistola, carabina, per esaltare e premiare l’abilità umana nel colpire con la massima precisione un bersaglio inerme, nel pieno rispetto reciproco.

24) La caccia è una forma di sopravvivenza

La caccia non è una forma di sopravvivenza. In effetti non lo è mai stata. La storia racconta come gli umani abbiano elaborato, praticato e preferito le coltivazioni vegetali per la propria sopravvivenza. La caccia era riservata all’approvvigionamento di carne, ma sempre in forma selettiva e limitata al fabbisogno quotidiano, senza mai alterare l’equilibrio naturale della presenza degli animali selvatici. Oggi la caccia è diventata una pratica per uccidere animali per poterli vendere a ristoranti e macellerie, in maniera indiscriminata ed incontrollata. Le Regioni agiscono in maniera scriteriata per ripopolare le zone faunistiche acquistando animali selvatici all’estero senza alcun monitoraggio del numero esistente nei territori. Si stanno portando avanti battaglie politiche, sociali ed ambientali per l’abolizione o quanto meno la riduzione degli allevamenti intensivi, la presenza delle gabbie negli stessi, per tutelare la salute e l’ambiente ormai compromesso, pertanto appare quanto meno doverosa l’abolizione della caccia.

25) La caccia è la possibilità di stare in contatto con la natura

Niente di più subdolo e falso. Potrebbero dire lo stesso gli incendiari, i taglialegna, i militari durante le guerre… Forse la caccia è una scusa per “ammazzare” il tempo e non solo per chi non sa e non ha altro da fare nella vita. Decidere di trascorrere le domeniche fuori casa, invece che con la propria famiglia, passare gran parte del tempo nascosti dietro un cespuglio o un albero in attesa delle prede dall’alto o dal basso, per ore ed ore, sinceramente non sembra il miglior modo per entrare in contatto con la natura, osservare le sue bellezze, visitare boschi, radure, immortalare immagini meravigliose attraverso foto o video… Il cacciatore usa la natura per uccidere animali, non conosce le tipologie e la storia degli alberi, dei boschi, non sa riconoscere piante aromatiche, medicinali, non sa distinguere i fiori, non gli interessa, li calpesta quando deve recuperare la preda uccisa, si muove con automobili all’interno dei parchi faunistici, e non ha alcun rispetto per l’ambiente circostante. Questo è il profilo del cacciatore “tipo”: un usurpatore altamente ignorante e indifferente nei confronti della natura.

26) Richiami vivi

Il cacciatore è autorizzato ad usare richiami vivi. Per la caccia ai volatili, il cacciatore usa uccelli rinchiusi in apposite gabbie, che porta con sé, e giunto a destinazione, appartatosi accuratamente dietro un cespuglio, pungola con un coltello il povero uccello in gabbia per farlo urlare di dolore e far intervenire in suo aiuto gli altri suoi simili, ignari che li aspetta un fucile caricato a pallettoni, che quando esplodono si proiettano a decine in ogni direzione colpendo anche più di un individuo. Con le sigarette brucia gli occhi ai poveri uccelli utilizzati come richiami. La crudele tecnica è utilizzata con i tordi: ciechi, i tordi cantano meglio, e quindi svolgono meglio la loro funzione di richiamo per altri volatili. Quando la stagione della caccia finisce questi poveri uccelli passano la stagione di pausa in gabbie ristrette, spesso nel buio di garage. Il cacciatore non è un tiratore provetto, non frequenta i poligoni di tiro. E’ solo un reietto che vigliaccamente usa ogni trucco, espediente e strumento mortale esclusivamente per il gusto di uccidere.

27) Cosa è il bracconaggio

Come diceva quel detto “non tutti i cacciatori non sono bracconieri ma tutti i bracconieri sono cacciatori” infatti il fenomeno del bracconaggio altro non è che l’esigenza dei cacciatori di continuare la loro attività violenta anche al di fuori della stagione venatoria, quasi un bisogno atavico di sangue e violenza. Pertanto vengono inventate ad arte le emergenze della sovrappopolazione degli animali selvatici, proprio dopo la fine della stagione della caccia, per permettere alle Istituzioni locali di assegnare non alle Autorità preposte a tale servizio (forestali dei carabinieri), ma agli stessi cacciatori, il compito di uccidere in totale libertà animali selvatici, cercando di far passare il messaggio come se fosse un autorevole incarico istituzionale di finalità e utilità sociale per evitare pericoli alle colture ed alla popolazione, come se invece della presenza di inermi cinghiali, volpi, nutrie, fossero presenti nelle nostre città tigri e leoni. Pertanto va evidenziata e sottolineata l’abitudine dei cacciatori a sentirsi al di sopra delle leggi.

28) I cacciatori amano i loro cani

I cacciatori sono autorizzati ad addestrare i propri cani in maniera violenta e coercitiva.
Esistono infatti le Z.A.C. (Zone Addestramento Cani), ovvero aree all’nterno di Parchi dove i cacciatori possono addestrare i cani ad attaccare e sbranare i cinghiali, ovviamente selezionati giovani e ancora senza le zanne formate, abituandoli ad essere violenti, quindi un costante pericolo anche fuori dalla stagione di caccia. Una pratica violenta e crudele permessa per legge in maniera arbitraria e pericolosa, che però viene tenuta nascosta all’opinione pubblica. Quando un cane invece si scopre non adatto alla pratica della caccia, perché ha paura dei botti, perché non riporta la preda allora spesso i cani vengono abbandonati o peggio uccisi.

29) Cosa sono le ZAC

I cacciatori sono autorizzati ad addestrare i propri cani in maniera violenta e coercitiva. Esistono infatti le Z.A.C. (Zone Addestramento Cani), ovvero aree all’interno di Parchi dove i cacciatori possono addestrare i cani ad attaccare e sbranare i cinghiali, ovviamente selezionati giovani e ancora senza le zanne formate, abituandoli ad essere violenti, quindi un costante pericolo anche fuori dalla stagione di caccia. Una pratica violenta e crudele permessa per legge in maniera arbitraria e pericolosa, che però viene tenuta nascosta all’opinione pubblica.

30) Se non ci fosse la caccia ci sarebbe una sovrappopolazione di cinghiali?

Assolutamente falso. I cinghiali vivono in branchi “matriarcali”. A comandare sono le femmine adulte che hanno la precedenza nell’accoppiamento e vietano alle giovani femmine di accoppiarsi quindi fa una azione di contenimento del numero. Durante le battute di caccia le adulte sono le prime ad essere abbattute perchè difendono il branco è quindi più esposte per cui le piccole entreranno in calore e si accoppieranno per cui anzichè una cucciolata ci saranno più cucciolate, da sei a dieci nella stessa stagione.

31) Perché i cinghiali arrivano nei pressi delle città?

Questo è un fenomeno causato principalmente dalla caccia. Dopo che la “matriarca” (il capo branco dei cinghiali) viene uccisa durante una battuta di caccia, le figlie orfane, non sapendo procurarsi il cibo per loro stesse o per la loro precoce prole, si spostano nelle vicinanze dei centri abitati per la facilità di procurarsi il cibo tra i rifiuti umani. Anche le stesse battute di caccia rendono il loro habitat pericoloso e questo fa si che si spostino nelle vicinanze delle case per evitare i cacciatori.

32) Libertà dei cacciatori di entrare nei fondi privati

I cacciatori sono autorizzati ad introdursi in terreni privati. Sono migliaia le lamentele, denunce, esposti in tutto il Paese dei danni causati dai cacciatori, che non si limitano ad introdursi nei territori privati, autorizzati dalla legge, ma spesso creano varchi attraverso le recinzioni, sicuri di poterla fare franca grazie a controlli e monitoraggi inesistenti da parte delle Autorità locali, calpestano terreni coltivati, incuranti dei danni, provocano pericolo presso le abitazioni private dei terreni in cui si introducono, con il costante pericolo di colpire qualcuno dei residenti.

33) I grandi interessi che gravitano attorno alla caccia

L’Italia ha il triste primato di eccellere nella produzione di armi di ogni genere, dalle pistole in dotazione alle Autorità, alle più feroci ed efficaci mine antiuomo. Pertanto in politica sono numerosi i parlamentari che difendono e tutelano gli interessi dei cacciatori per non evidenziare in maniera palese che sono sponsor delle industrie delle armi (ovvero spesso prezzolati e corrotti).  Gli interessi economici sono ingenti, soprattutto per l’alto consumo di cartucce. I cacciatori lamentano spesso di pagare troppe tasse per l’esercizio delle loro
attività di pura violenza, ma dimenticano che la ripopolazione degli animali viene pagata con denaro pubblico, ovvero attraverso le tasse anche da chi rifiuta la caccia. Inoltre le sedi delle associazioni faunistiche ricevono ogni anno contributi superiori ai tre milioni di euro l’anno previsti dalla stessa legge 157 del 92 e inoltre ricevono molto spesso contributi in denaro pubblico di enti e istituzioni locali, attraverso varie forme di sponsorizzazione di feste e sagre locali, di “contenimento della fauna in eccesso”, e spesso in regalie in periodo elettorale.

34) Quanto costa la caccia ai cittadini?

In effetti l’acquisto degli animali, il ripopolamento, il monitoraggio, il controllo del territorio, tutti i costi delle figure professionali previste per la cruenta pratica della caccia (forestali carabinieri, guardie provinciali, guardie zoofile, parte dei dipendenti degli uffici comunali, provinciali e regionali ed Enti inerenti la caccia), sono costi che gravitano sul bilancio dello Stato, in quanto vengono utilizzati soldi pubblici, che provengono dalle tasse dei cittadini, anche di quelli che non sono d’accordo che continui ad esistere la caccia con tutti i risvolti negativi per gli animali, l’ambiente e l’educazione al rispetto della vita di ogni essere vivente. Le ingenti somme di denaro che ogni anno le Regioni investono per i rimborsi dei “danni causati dalla fauna selvatica agli allevatori”… (L’Emilia Romagna solo nel 2019 ha destinato 400.000 euro per i rimborsi agli allevatori, che possono avviare le pratiche on line semplicemente con una foto degli animali “sbranati” dalla fauna selvatica). Gli acquisti di centinaia di migliaia di animali dall’estero per ripopolare le zona faunistiche, senza alcun monitoraggio del numero e delle specie, sono a carico dello Stato. Per non parlare dei danni all’ambiente, come l’abbandono di milioni di cartucce nei territori frequentati dai cacciatori, per cui occorrono grandi somme di denaro per la bonifica dei terreni, nelle Regioni che prevedono e realizzano tali procedure per non permettere l’inquinamento delle falde acquifere a causa del piombo delle cartucce abbandonate. E’ un costo ingente che potrebbe essere risparmiato, specialmente nel periodo della pandemia dove ogni risorsa economica dovrebbe essere investita in aiuti per chi dall’anno scorso non ha potuto più lavorare, e non permettere ai cacciatori di perseguire comunque la pratica della caccia anche in zona rossa, in barba alle limitazioni e restrizioni che tutti i cittadini devono rispettare e subire.

PERCHE’ ABOLIRE LA CACCIA

35) Danni ambientali

La caccia è una delle cause per dei gravissimi danni ambientali. I cacciatori, per legge, dovrebbero raccogliere tutti i bossoli delle cartucce esplosa, ma nessuno li controlla realmente, ed è noto che gli stessi hanno poco rispetto per l’ambiente. Nelle escursioni organizzate ogni anno da associazioni ambientaliste, e dalle testimonianze delle stesse squadre dei forestali dei carabinieri, vengono raccolti quintali di bossoli abbandonati dai cacciatori, altamente inquinanti per il terreno e le falde acquifere.
L’inquinamento da piombo legato alla caccia è un problema serio, un avvelenamento che minaccia gravemente la biodiversità e la nostra salute. Ogni anno le munizioni disperdono nell’ambiente miliardi di pallini di piombo, una quantità tra le 1.400 e le 7.800 tonnellate di piombo ogni anno che causano la morte indiretta di milioni di uccelli in tutto il mondo, inquinando gli ecosistemi e minacciando la salute umana. Difatti Il Parlamento Europeo ha dato il via libera per modificare la normativa comunitaria e introdurre entro la fine dell’anno il divieto di usare le munizioni al piombo nelle zone umide degli Stati membri che avranno poi 24 mesi per adeguarsi.

36) Incidenti di caccia

I cacciatori spesso sono persone ultra sessantenni, con ridotta capacità visiva, limitato equilibrio nei movimenti, con probabili classici problemi cardiaci o di altra natura. Tuttavia per essi non esiste un controllo e monitoraggio accurato come previsto per legge nell’ambito lavorativo (visite di revisione, carichi pendenti, droga e alcool, ecc.) o per i cittadini muniti di patente (con rigido controllo sanitario e monitoraggio anche a breve termine). Eppure i cacciatori ultra sessantenni, molto numerosi, imbracciano un fucile, vanno a caccia accompagnati dal loro bastone perché non più in grado di camminare regolarmente, e sono autorizzati a sparare a tutto ciò che si muove senza alcun particolare addestramento, né con un periodico monitoraggio di controllo per verificare e certificare l’abilitazione psico-fisica per essere autorizzati a possedere ed usare armi come fucili e carabine (come previsto per tutte le forze dell’ordine e militari). Pertanto si può affermare che migliaia di cacciatori costituiscono un reale pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica, come dimostrano ogni anno i cosiddetti “incidenti” per cui decine di persone innocenti, anche minori, vengono uccisi impunemente dai cacciatori senza alcuna seria e concreta procedura penale (“omicidio venatorio”) per le consuete lacune legislative al riguardo. Ancora una volta possiamo affermare come i cacciatori siano una categoria privilegiata e resa immune da responsabilità penali, un vero e reale pericolo costante per la popolazione civile, oltre che per milioni di animali che vengono massacrati ogni anno (i cacciatori preferiscono il termine “prelevati”…).

37) Distruzione dell’ecosistema

La caccia è uno delle principali cause della distruzione dell’ecosistema. Interferendo in modo selettivo nella gestione degli habitat, va a sconvolgere la naturale biodiversità, uccidendo i predatori primari che manterrebbero costante il numero degli animali selvatici, ed agevolando la prolificazione di specie di animali che a causa del sovrannumero sarebbero costretti a spostarsi dai loro habitat in nuove zone per la ricerca di cibo. Più di 200 specie di animali in Italia sono a rischio di estinzione e la caccia ne è una delle cause.

38) Fallimento della prevenzione sui danni e prevenzione della caccia 

Ormai da anni i cacciatori e le varie associazioni venatorie si sono arrogate il diritto di riconoscersi come coloro che dovrebbero prevenire e “correggere” il sovrannumero degli animali selvatici e i danni causati ma si è visto che il loro sistema è fallito, gli animali selvatici sono sempre in aumento, gli incidenti stradali con gli animali selvatici riempiono le pagine dei giornali, i coltivatori sono esasperati da raccolti distrutti ma tutti questi fatti che creano disagi e rabbia dei cittadini verso gli animali selvatici sono causati dalla caccia e dai cacciatori. La causa dell’aumento del numero degli animali selvatici e il risultato della caccia di selezione. Gli esseri viventi hanno un sistema di autodifesa della propria specie per cui se i soggetti in un determinato luogo sono in sovrannumero diminuiscono le nascite mentre se ci sarà un numero inferiore di soggetti le nascite aumentano. Gli animali selvatici non sono esclusi da questa regola.
Per esempio i cinghiali vivono in branchi matriarcali per cui è la capo branco che si accoppia vietando alle piccole di accoppiarsi invece i cacciatori durante le loro battute di caccia uccidono gli esemplari adulti per cui uccidendo le matrone danno la possibilità alle piccole di accoppiarsi per cui, anziché esserci 10 cuccioli l’anno ce ne saranno 100. Inoltre la caccia organizzata negli habitat degli animali selvatici li forzeranno gli selvatici a spostarsi dove non possono essere cacciati per cui si avvicineranno ai centri abitati. Le battute di caccia, i cani e gli spari che inseguono e spaventano i selvatici spingeranno questi ultimi sulle strade aumentando così la possibilità di incidenti Pertanto, abolendo la caccia e reinvestendo i fondi in opere di sicurezza, che al momento vanno ai cacciatori, non ci saranno più ripopolamenti di animali selvatici e quelli presenti si auto regoleranno per il mantenimento della specie, diminuiranno il numero degli animali selvatici che si avvicineranno ai centri abitati e diminuiranno gli incidenti stradali.

39) Motivi etici

E’ importante soffermarsi sul principio che qualsiasi atto di violenza non possa essere reso indispensabile solo per convenienza economica, sociale, industriale o politica. Come per tutte le attività degli umani, dove la violenza è la principale protagonista, sono state appositamente create tradizioni storiche, spesso legate alle religioni o ad usi e costumi locali, per camuffare l’atto crudele come una sfida affascinante, dove il coraggio, la tempra, la forza fisica e le armi, vengono configurate come un valore da acquisire per aumentare il proprio prestigio e lignaggio all’interno della società, oltre a creare speculazione e ricchezza.
Al giorno d’oggi, grazie anche alle nuove tecnologie avanzate di comunicazione, sono cambiate molte cose, soprattutto è aumentata la consapevolezza della crudeltà fine a sé stessa della caccia.
Non è più accettabile che un momento di svago supportato da violenza, malvagità e crudeltà, sia a tollerata in una società civile in cui dovrebbero essere riconosciute il diritto alla vita e il ripudio alla violenza.